Le origine di Alezio risalgono al periodo messapico
Moltissimi sono i
reperti rinvenuti dagli scavi effettuati nel perimetro cittadino, meta di archeologi
venuti da tutto il mondo. La folta documentazione su Alexsias (nome
messapico di Alezio) ci dice chiaramente che era una delle più importanti città
messapiche del Salento
Autori come Strabone e Plinico ci parlano di un
paese colto, ricco e popoloso (circa 70.000 abitanti) dedito all'agricoltura e al
commercio
Durante il periodo della dominazione romana Aletium (nome
latino di Alezio), mantenne le stesse qualità, anzi crebbe d'importanza quando si
costruì la via Traiana che congiungeva l'estremo Salento alla Capitale,
questo infatti, fece aumentare notevolmente gli scambi commerciali
Attorno
all'anno 1000 i Saraceni misero a ferro e fuoco diversi paesi salentini e Alezio fu rasa
completamente al suolo. Gli abitanti furono costretti a scappare e ripararono a
Gallipoli; qui si integrarono e per qualche secolo dimenticarono i loro natali. Nel XIII
secolo Carlo D'Angiò cominciò a sottoporre Gallipoli a continue
angherie vessazioni e soprusi; per sfuggire a tutto ciò gli antichi abitanti di Alezio
decisero di rifugiarsi tra le rovine del loro vecchio paese. Cominciarono a costruire
nuove case e dettero vita ad un piccolo villaggio che chiamarono Casal
d'Alezio. Questo restò un piccolo agglomerato di abitazioni fino al XVIII secolo.
In questo periodo si verificò un altro importante avvenimento che ridette lustro al
paese
Il generoso Francesco Alemanno, detto il Picciotto, ed altri latifondisti della
zona, decisero di dare i loro terreni in enfiteusi ai contadini del Casal d'Alezio;
questo ridette slancio alle attività agricole e commerciali e il paese ricominciò a
crescere e a riassumere l'importanza che aveva sempre avuto
In onore di colui che
aveva permesso questo miracolo, Casal d'Alezio cambiò il nome in quello di Villa
Picciotti; nel 1854 si ebbe l'ennesimo successo; il paese ottenne l'indipendenza da
Gallipoli e l'autonomia amministrativa
Nel 1873 un decreto firmato da Vittorio
Emanuele II sanciva l'ulteriore cambiamento del nome del paese che da allora
riassunse definitivamente quello di Alezio.